Un pezzo di storia dell’editoria trentina

La scomparsa di Luigino Mattei, giornalista di razza e innamorato della carta stampata

Luigino Mattei, giornalista ed editore, se ne è andato. Aveva 84 anni, si è spento a Roma, nella casa della figlia Maria Concetta, volto assai noto della Rai (l’altro suo figlio, Giampiero, è avvocato a sua volta conosciuto): nella capitale si era trasferito quando la malattia aveva iniziato ad incrinare, ed infine a piegare, il suo proverbiale dinamismo. Ma è in Trentino che Luigino Mattei ha dispiegato la sua energia e la sua creatività. Dapprima come giornalista: un breve periodo all’ufficio stampa della Provincia – anni Sessanta – e poi l’approdo alla redazione di Trento dell’”Alto Adige” dove, negli anni di Kessler e di Sociologia, dei Comprensori e della contestazione, seppe interpretare con rigore e coerenza il mestiere di cronista prima, di capo cronista poi. Il giornalismo gli è rimasto nel sangue, sino alla fine, ma trovò poi adeguato contraltare nell’altra sua grande passione, altrettanto totale, altrettanto capace di vederlo sempre protagonista, un po’ più avanti degli altri. Stiamo parlando di Luigino Mattei editore. Inventore della casa editrice Panorama, precursore – come opportunamemente è stato sottolineato da qualcuno, tra i molti affettuosi ricordi che hanno fatto seguito alla notizia della sua scomparsa – di una idea della divulgazione e della conoscenza fatta di schede, sintesi, rimandi, aggiornamenti. Insomma una sorta di internet su carta, ben prima che internet si affacciasse a cambiare le nostre vite. Mattei editore vuol dire “Letture trentine”, una rivista che per vent’anni ha raccolto il meglio dei contributi culturali e storici, sempre in chiave divulgativa, mai ideologica, sempre rispettosa – nello spirito dell’uomo – delle idee di tutti. Mattei editore vuol dire i tanti titoli che ha saputo proporre, spaziando tra le guide di montagna (resta esemplare la serie di titoli firmati da Achille Gadler) e la poesia (con i contributi critici di Elio Fox, ad esempio), senza dimenticare la letteratura per i ragazzi. Ma la generosità di Luigino Mattei risulta ancora più chiara ed evidente nel ripercorrere le vicende di quella Associazione Editori Trentini cui seppe dedicarsi con assoluta gratuità. Anche grazie alla sua tenacia e alla sua costanza infatti – messe in campo quando l’età e gli impegni avrebbero potuto ampiamente giustificare un suo eventuale rifiuto – l’Associazione ha ripreso slancio, riproponendosi come protagonista del dibattito culturale. Cultura ed impresa, rispetto delle regole e niente scorciatoie: nel giornalismo come nell’editoria Luigino Mattei ha sempre messo cuore e ragione, fatica e umanità. I quaderni riempiti di appunti, i bigliettini sui quali annotava idee, progetti e sollecitazioni, le richieste a colleghi ed autori per scrivere ancora un po’, ancora meglio, ancora più precisi, la ricerca del titolo giusto, della foto che aggiungesse una “parola” in più, l’entusiasmo nell’impegno in territori nuovi (successe con l’avventura televisiva di Europa Tv): Luigino Mattei era fatto così. I tanti ricordi di queste settimane testimoniano come abbia seminato bene.