Anche i nativi digitali preferiscono il libro di carta

La ricerca «Un bell'oggetto da possedere» per due giovani su tre. Solo il 2,7 per cento dei lettori sceglie l'ebook. I dati Censis-Fondazione Ferrari

Corriere della Sera (Alessandra Arachi)

53% Gli italiani che conservano in casa i libri ereditati, la percentuale sale al 64% tra i laureati, si attesta al 38 tra chi non ha titoli di studio 40% La percentuale di italiani che dichiarano di apprezzare molto di un libro la «bella carta», il 52% indica come requisito la «bella stampa»
ROMA - Il libro di carta è morto. Viva il libro di carta. Che, in tutta franchezza, è vivo, vegeto e destinato a un grande futuro. Perlomeno a giudicare dai dati freschi di una ricerca che il Censis ha realizzato insieme alla Fondazione Marilena Ferrari.
Il dato più incredibile? Sono i giovani fra i 18 e i 24 anni quelli che più desiderano avere in casa un libro, preferibilmente bello.

Già.
Proprio così, sono i cosiddetti nativi digitali che, a dispetto degli stereotipi, più di tutti amano l'idea di possedere in casa un libro bello: il 65,1%, contro una media del 52% e un picco in basso del 48% per le persone fra i 55 e i 64 anni.

Una cifra da ricordare: forse sarebbe il caso di non assecondare troppo i luoghi comuni.
Perché sì, è vero, il Censis certifica che gli italiani che leggono almeno un libro l'anno sono diminuiti del 6,5% negli ultimi cinque anni (nel 2012 sono il 49,7% della popolazione).

Ma è altrettanto vero che sono aumentati, e di parecchio, gli italiani che leggono un paio di libri l'anno (passati in cinque anni dall'11,2% al 41,1%).
E di più: il libro digitale, l'ebook, non decolla, arrivato nel 2012 ad appena un 2,7%.

Agli italiani, ci svela il Censis, piace toccarli i libri.
Conservarli.
Tramandarli.
Ben l'82% dei nostri concittadini è preoccupato del futuro dei libri della propria biblioteca e vorrebbero che sopravvivessero a loro stessi, curati dalle mani delle persone care.

Di più: oltre un italiano su due (il 53% per la precisione) conserva gelosamente in casa i libri ereditati, dai nonni, dai bisnonni, persino dagli amici.
E se il picco della percentuale, il 64,5%, si raggiunge fra le persone laureate o diplomate, si scopre anche che ben il 38,5% di chi non ha alcun titolo di studio ama conservare i libri.

Perché i libri sono considerati veri e propri oggetti del desiderio.
«È stato un vero piacere scoprirlo con questa ricerca in questo momento storico in cui è molto acceso il dibattito culturale sulla smaterializzazione del libro», commenta Fabio Lazzari, vicepresidente della Fondazione Marilena Ferrari.
Che continuando a scorrere i dati della ricerca realizzata con il Censis accende la luce su un'altra curiosa realtà: oltre il 50% degli italiani considera molto importante per un libro la bella stampa.

Non soltanto: ben il 47,4% si concentra sulle illustrazioni di un volume, mentre il 40,2% considera anche la consistenza e la bellezza della carta e, addirittura, il 29,5% si preoccupa anche della rilegatura.

Il libro di carta non è morto.
Non può morire fino a quando il 70% degli italiani continuerà a considerare un bel libro alla stessa stregua di una vera e propria opera d'arte.
E soltanto il 30% ribadisce che il libro conta esclusivamente per quello che c'è scritto.

Lunga vita al libro bello e di carta.
Sette italiani su dieci lo considerano un'opera d'arte, ma a differenza di un'opera d'arte non ne percepiscono la distanza, non ne sono intimoriti e, anzi, ben il 46% è invogliato a sfogliarlo.
A toccarlo.
A sentire vive quelle pagine di carta che, forse, nessuna rivoluzione digitale potrà davvero mai sottrarci.