Io, di molti

Claudio Morelli


Io, di molti
Poesie

Pagine: 160
ISBN 978-88-96014-88-2
Prezzo: 16 euro iva inclusa
Formato: 115x165mm
Confezione: brossura a filo.


Claudio Morelli è un frequentatore di poesia, un grande lettore, colto e curioso, che non ha paura ad avventurarsi sui sentieri impervi della letteratura e in particolare della poesia. Non tutti amano e sanno leggere la poesia; non è facile comprenderla compiutamente, servono pazienza e umiltà.
Dieci componimenti raccontano altrettante città d’Europa, prese a simbolo universale della storia umana, ma non ci sono verità definite e anche il poeta è alla ricerca di risposte, si muove ramingo e ascolta il risuonare incerto dei suoi passi sull’acciottolato
A Gerico guarda la città dal sicomoro, come Zaccheo, quasi volesse mettere in guardia il lettore che non troverà la verità nelle sue poesie, non ci si aspetti nulla, è un pubblicano, come Zaccheo. Nel peregrinare tra le città di Gerico, Gerusalemme, Torino, Firenze, Leopoli, Roma, Vilnius, Zurigo, Venezia e Parigi il poeta rintraccia i segni della storia che ha segnato l’Uomo. Sono le guerre, le persecuzioni, l’Olocausto, le religioni spesso origine di odio e rancori, la velocità e la spregiudicatezza della modernità, il peso di poteri e dittature, la bellezza delle arti, la forza dei marmi dei bronzi dell’oro, il suono di riti lingue e favelle. I passi delle donne e delle fanciulle sembrano far rinascere la vecchia Europa dalle macerie del Novecento e allontanano il suono rauco e terribile dei cannoni e delle mitragliatrici.
In alcune liriche racconta le montagne, dalle cui cime lo sguardo e il pensiero sono finalmente liberi di spaziare lontano; e i fiumi, che con i loro ponti e le loro acque hanno mescolato le culture d’Europa, raccolti tutti nel cuore del poeta, la Fersina; e ancora di uomini e donne che con coraggio vivono nel lavoro, nell’amore, nell’abbandono, nella fatica del vivere.
Alcune poesie cadenzano le ore del giorno, un pomeriggio di primavera, una sera d’inverno, una promenade, un attimo notturno, una domenica pomeriggio, un momento di quiete.
I luoghi sono importanti nella poesia di Claudio Morelli, l’autore li narra, li percorre, li penetra e li fa propri. Non è solo la Fersina, sempre presente sia negli scritti in prosa che in versi, o la Valle dei Mocheni, alla quale la Fersina è madre, una valle amata, con le sue cime, i sentieri faticosi, le gole scavate dall’acqua, la paura dell’inondazione, il muggire delle acque in piena; vi ritroviamo i luoghi della storia e della quotidianità, come la casa, l’orto, il paese, il bosco, ma anche quelli della preghiera e della morte.
La poesia di Claudio Morelli è una poesia dell’Io che si pone nel Luogo, con il suo esistere confuso, problematico, inquieto, girovago e mai domato, sincero fino al disvelamento e alla nudità, autoironico e a volte gentile e giocoso fustigatore di se stesso e dei propri difetti.
È una poesia civile ed etica, che scarta le parole con la lettera maiuscola, altisonanti e pompose, ma osserva con sguardo disincantato, ironico e acuto la superficialità di questi nostri giorni e fa intravedere nell’onestà e nell’incantamento la via da seguire per sdipanare la nostra esistenza.
Il poeta gioca con il lettore, si diverte poi con delle filastrocche e testi rimati e cantilenanti, oppure si dipinge come un flâneur che mollemente passa di ora in ora, ma è bene non cadere nella trappola, ogni verso è sapiente, risuona di letture attente, di echi lontani di storia, di narrazioni e poesie.
(dalla presentazione di Iole Piva)