Quando i mocheni giunsero al mare

Claudio Morelli


Quando i mocheni giunsero al mare
Scorciatoie e raccontini di una vita in folle

Pagine 168
Formato 140x200 mm
Confezione brossura
ISBN 9788896014738
Euro 16,00 Iva inclusa
Prima edizione ottobre 2015


Dalla presentazione di Lino Beber
«O tempora, o mores» tuonava Cicerone nelle sue orazioni contro Verre e contro Catilina e possiamo tradurre: «cambiano i tempi, mutano i costumi» e Claudio, che non è solo uno scrittore, ma prima di tutto un poeta, osserva e descrive il mutare del corso dei tempi e la sua penna scorre veloce e arguta a descrivere avvenimenti e sentimenti.
Claudio per alcuni anni è stato un buon ciclista dilettante, continuando la sua attività di sportivo durante il periodo di leva militare presso il centro sportivo sempre con buoni risultati, tanto da essere tentato di continuare la carriera sportiva, come l’amico Marcello Osler. In quel periodo, avendo superato il concorso magistrale, fu chiamato per iniziare la sua carriera di maestro e, appese al chiodo le due ruote, scelse la vita di maestro elementare che ha svolto con diligenza in varie scuole della valle dei Mocheni e poi nel Perginese. Tutti i suoi scolari ricordano con simpatia e affetto il maestro Claudio. La sua scelta di passare dalla bicicletta all’arte dell’educatore è stata sicuramente indovinata e la sua grande passione per la poesia e per la letteratura si esprime ora nella sua produzione di scrittore, poeta, commediografo.
Italo Calvino ha detto che «la poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere» e Claudio nelle sue «scorciatoie e raccontini di una vita in folle» è riuscito nell’impresa e chiudo citando le sue ultime righe dove scrive:
«Sono nato e vissuto in mezzo alle montagne, fra le pietre e i dossi, al cospetto di picchi e selve ventose, eppure mai sono stato attratto dalle vette e dalla passione dell’arrampicare e del salire in alto; più forte è sempre stato il richiamo dell’acqua, un inconscio desiderio dell’amnios materno o forse soltanto la tendenza a essere Nessuno, come Ulisse, pur se per questo più che l’acqua della Fersina, ci vorrebbe il mare».